"" Sono morti per noi, che abbiamo un grosso debito verso di loro, e questo debito dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la lotta, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere. La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere della nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte da sentire subito le bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso sociale, dell’indifferenza della contiguità e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse, la gente fa il tifo per noi , e con ciò non intendeva indicare soltanto il conforto che l’appoggio morale della popolazione da al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze."
Paolo Borsellino
venerdì 16 gennaio 2009
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